La Milano che non ti aspetti

Il titolo di questa esposizione è in linea con uno degli scopi statutari della nostra associazione: far conoscere, ai milanesi e non, gli aspetti più nascosti, sconosciuti o anche solo curiosi della nostra bella città. La Fondazione Milano Policroma, infatti, nacque nel 1982 con questo scopo, unitamente a quello, dichiarato nel nome, di combattere il luogo comune secondo cui Milano sarebbe una città grigia. Niente di più falso, architettonicamente parlando: basta infatti dare un'occhiata agli innumerevoli palazzi liberty (e non solo) presenti in città per scoprire un florilegio di ceramiche e fregi.

Un altro esempio di colore nella nostra città è dato dalle cascine, spesso in mattoni rossi a vista e magari circondate da qualche scampolo di verde. Le cascine sono state tra i primi filoni di cui ci siamo occupati, e ci hanno consentito, oltre che di vincere alcuni concorsi fotografici, di far conoscere a molti cittadini, specie se residenti in zone centrali, quanto passato rurale sia ancora presente nel nostro comune.
Un altro discorso su cui abbiamo spesso detto la nostra è il verde cittadino, da molti considerato scarso. In realtà il verde pubblico nella zona centrale non è molto, ma vi abbonda il verde privato, chiuso all'interno di palazzi patrizi (un esempio per tutti: i cortili di via Manzoni).
E a proposito di cortili, essi spesso nascondono pregevoli vestigia del passato, quali ad esempio chiostri di antichi monasteri: è il caso di quelli che abbiamo voluto mostrare in questa mostra.
Un altro aspetto poco noto di Milano sono poi i mosaici e le vetrate, di cui qui abbiamo esposto alcuni esempi.

Un altro aspetto che abbiamo spesso toccato nelle nostre iniziative (siano esse mostre fotografiche, visite guidate, articoli scritti per pubblicazioni od altro) è stato quello degli aspetti curiosi dei Milano. Un esempio è dato dagli edifici dalla forma particolare che si trovano in varie zone della città, come ad esempio le "case-fungo" del Villaggio dei Giornalisti, o le casette contenute nell'area della scuola di via Barabino; essi sono stati qui rappresentati, come pure i castelli (che a Milano sono tre, anche se pochi lo sanno), le fontane (numerose ma poco note), le fornaci, insomma ai molti aspetti che spesso sfuggono alle guide turistiche ed, ahimè, ai milanesi. Speriamo che questa esposizione sia stata uno stimolo per la riscoperta di una città che deve essere conosciuta passo dopo passo.