McLaren ha vinto tutto l’anno scorso. Il Campionato Costruttori, il Campionato Piloti con Lando Norris, e una stagione intera combattuta fino all’ultimo contro avversari di altissimo livello. Eppure, nel paddock 2026, il nome della scuderia di Woking sembra essere sparito dalla conversazione. Si parla del nuovo motore Mercedes, dell’impressione lasciata dalla Ferrari nei test pre-stagionali, del possibile grande ritorno di Max Verstappen. I campioni in carica, invece, quasi non esistono. È una stranezza che vale la pena analizzare con attenzione.
Il nuovo regolamento 2026 ha azzerato tutto nella testa degli appassionati
La sensazione diffusa è che il cambio regolamentare 2026 abbia in qualche modo rimesso tutto in discussione, come se i titoli conquistati dalla McLaren fossero stati scritti su sabbia. Ma la storia della Formula 1 racconta qualcosa di diverso. I team con una cultura tecnica solida, quelli che hanno costruito la propria crescita in modo metodico e progressivo, tendono a reggere meglio i grandi cambi di regolamento rispetto a chi si è affidato a una singola intuizione aerodinamica. E la McLaren rientra perfettamente in questa categoria. La sua rinascita negli ultimi anni non è stata un exploit isolato, ma il frutto di un lavoro paziente, strutturato, costruito mattone per mattone dopo stagioni complicate. Non è il tipo di squadra che si sgretola al primo terremoto tecnico.
Lando Norris campione discusso, Piastri atteso alla risposta
Lando Norris è uno dei nodi più polarizzanti dell’intera griglia. C’è chi ridimensiona il suo titolo, chi lo considera più frutto delle circostanze che di un talento assoluto. Un giudizio ingeneroso, considerando il percorso fatto dal pilota britannico e la costanza con cui ha saputo portare la macchina al limite per un’intera stagione. Poi c’è Oscar Piastri, che ha chiuso il 2025 in calo e ha alimentato qualche dubbio sulle sue capacità di reggere la pressione su un campionato lungo. Ma bisogna stare attenti a non scambiare una flessione con un limite strutturale. I grandi piloti attraversano fasi alterne, e l’australiano ha già mostrato in più occasioni qualità sopra la media. La coppia Norris-Piastri rimane, sulla carta, una delle più equilibrate e potenzialmente pericolose dell’intera griglia, con due piloti giovani, veloci e ancora affamati.
Nei test pre-stagionali la McLaren ha giocato a nascondino
Il punto più intrigante riguarda proprio il comportamento della scuderia durante i test pre-stagionali 2026. La McLaren non ha lasciato segnali chiari, ha tenuto mappature conservative, ha evitato di esporsi. Prestazioni deliberatamente contenute? È più che plausibile. Non sarebbe la prima volta che un top team usa i test come schermo, preferendo sorprendere al debutto piuttosto che alimentare aspettative. E paradossalmente, questo silenzio strategico potrebbe essere una delle ragioni principali per cui la McLaren è sparita dai radar. Meno rumore, meno attenzione. Ma meno attenzione non significa meno velocità.
Ecco i quattro motivi principali per cui non va sottovalutata:
- Doppio titolo 2025: arriva al 2026 da campione in carica sia tra i Costruttori che tra i Piloti.
- Crescita strutturale: il ritorno al vertice è stato progressivo e solido, non improvvisato.
- Coppia piloti competitiva: Norris e Piastri sono tra i binomi più forti della griglia attuale.
- Test opachi: la gestione prudente delle informazioni lascia pensare a un potenziale ancora nascosto.
Escludere i campioni in carica dal 2026 è un errore di valutazione collettivo
In un campionato che si preannuncia completamente rivoluzionato dal nuovo quadro tecnico, con Mercedes favorita sulla carta, Ferrari in forma apparente e Verstappen sempre pronto a rimettere tutto in discussione, dare per scontato che la McLaren non possa lottare per il titolo sembra più un abbaglio collettivo che un’analisi lucida. I titoli non si regalano e non si cancellano con un cambio di regolamento. La scuderia di Woking è ancora lì, silenziosa, arancione, e forse più pericolosa di quanto chiunque voglia ammettere. Ignorarla potrebbe rivelarsi l’errore più costoso di questa stagione.
Indice dei contenuti
