Il Gran Premio del Bahrain e quello dell’Arabia Saudita, in programma rispettivamente il 12 e il 19 aprile 2026, sono ufficialmente a rischio cancellazione a causa delle tensioni geopolitiche che continuano ad agitare il Medio Oriente. Una situazione delicata, che però apre scenari inediti per gli appassionati di Formula 1, con il nome di Imola tornato prepotentemente al centro del dibattito sul calendario iridato.
Due Gran Premi mediorientali in bilico per ragioni di sicurezza
Mancano poche settimane alle prime gare della stagione e la situazione sul fronte della sicurezza non sembra destinata a migliorare rapidamente. Quando in ballo c’è l’incolumità di piloti, team e addetti ai lavori, Liberty Media e la FIA non possono permettersi di aspettare troppo. La contemporaneità dei due appuntamenti mediorientali rende la gestione ancora più complessa dal punto di vista logistico: perdere due gare consecutive nelle prime settimane di campionato è uno scenario che il Circus vuole evitare a tutti i costi, ma che non può essere escluso.
Imola, Istanbul e Paul Ricard: i tre circuiti pronti a subentrare
Stando alle indiscrezioni che circolano negli ambienti del motorsport, i circuiti pronti a raccogliere l’eredità dei due GP sarebbero tre: Istanbul Park in Turchia, Paul Ricard in Francia e l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Il circuito emiliano ha sempre mantenuto una posizione chiara negli anni successivi alla sua uscita dal calendario: è pronto a rientrare in qualsiasi momento. Non è retorica, è una disponibilità concreta e strutturata, ribadita più volte dalla direzione dell’impianto. C’è poi un dettaglio che rende tutto più interessante: storicamente Imola ha sempre ospitato il suo Gran Premio tra aprile e maggio, rendendo il periodo in questione assolutamente ideale per un eventuale ritorno.
Il weekend del 19 aprile è già occupato dalla 6 Ore del WEC
Non tutto, però, è così semplice come sembra. C’è un problema concreto che riduce le opzioni disponibili: il 19 aprile l’autodromo di Imola è già impegnato con la 6 Ore del WEC, il campionato mondiale di endurance. Un impegno già preso e già organizzato, che non può essere rimosso o spostato in tempi così brevi. Questo significa che l’unico slot realmente praticabile per un Gran Premio di Formula 1 a Imola sarebbe quello del 12 aprile, il weekend originariamente assegnato al Gran Premio del Bahrain. Per la data del 19 aprile, corrispondente all’Arabia Saudita, il circuito romagnolo sarebbe semplicemente indisponibile.
Le possibili date e i vincoli di calendario da considerare
- 12 aprile – weekend libero, compatibile con un Gran Premio di Formula 1 a Imola (sostituzione del GP Bahrain)
- 19 aprile – autodromo occupato dalla 6 Ore del WEC, Imola non disponibile (GP Arabia Saudita)
Sperare nel ritorno di Imola significa sperare nel peggior scenario possibile
Ed è qui che arriva la riflessione più importante, quella che va oltre le strategie di calendario e gli interessi commerciali. Se Imola dovesse davvero tornare in Formula 1 in sostituzione di uno dei due appuntamenti mediorientali, vorrebbe dire che la crisi in Medio Oriente non si è risolta. E questa è una prospettiva che nessun appassionato di motori, per quanto entusiasta all’idea di rivedere la Variante Alta e la Rivazza in televisione, può razionalmente augurarsi. Sperare in un ritorno a tutti i costi significherebbe, in fondo, sperare in un’escalation di tensioni internazionali. Un prezzo che nessuno dovrebbe essere disposto a pagare.
La speranza concreta è che la situazione si normalizzi, che Bahrain e Arabia Saudita possano ospitare regolarmente le loro gare, e che Imola possa tornare in calendario quando sarà il momento giusto: per il suo valore sportivo e storico, non per un’emergenza geopolitica.
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